Ho iniziato a seguire Maura Gancitano e Andrea Colamedici su Instagram: i  @tlon e mi sono appassionata al loro approccio alla filosofia e alla loro volontà di portarla nella vita di tutti i giorni.

Chi sono?  Ecco come loro stessi si descrivono nel sito:

Maura ha studiato con Emanuele Severino, Massimo Cacciari, Guido Rossi, Roberta De Monticelli, Giacomo Marramao e altri grandi studiosi che hanno contribuito ad alimentare il suo impegno filosofico, specialmente negli ambiti dell’etica e della teoria politica. Ha pubblicato con «Nuovi Argomenti» e collabora con varie testate, online e cartacee.

Andrea è l’autore de Il Codice del Mito (MURSIA editore), un saggio sul ruolo chiave dei miti platonici nella formazione della psiche occidentale. È specializzato in Estetica e in Filosofia per bambini. Ha diretto la casa editrice Spazio Interiore, portando in Italia i testi di Ken Wilber, Stan Grof, Rick Strassman, Rob Brezsny, Alejandro Jodorowsky, Claudio Naranjo e molti altri autori internazionali.

“Liberati della brava bambina” per Harpercollins è il loro ultimo libro ed è proprio in occasione di una presentazione che ho incontrato Maura, Andrea non c’era perché, essendo sabato, era stato a casa ad occuparsi dei loro bimbi.

Il libro è difficile da incasellare, non è un saggio, ma è un libro di filosofia, di narrazione, di storia. Interessante il fatto che il libro prenda avvio da una citazione di Simone De Beauvoir, tratta da il Secondo Sesso, che dice: “Non si nasce donne:si diventa”.

Marta perché proprio Simone de Beauvoir? Questa sua opera esce  nel 1949 ed è ancora insuperata, questo libro non ha precedenti, è stata la prima volta che una donna si sia posta alcune domande. Le sue riflessioni sono ancora attuali, è stata una iniziatrice.

L’incipit del libro, subito dopo,   riassume l’approccio del testo e dice “Anche se ha fatto tutto quello che c’era da fare, anche se ha raggiunto quel che si era prefissata, c’è ancora qualcosa di sostanziale che la rende infelice. E’ come una tessera che non si incastra bene dov’è collocata, un tassello mancante, un problema senza nome”.

Il problema senza nome…il problema che può essere di tutte le donne.

Marta ha infatti spiegato, citando testi e studi, come certi atteggiamenti delle donne e nei confronti delle donne risiedano nella cultura che ha caratterizzato l’evoluzione della nostra specie. Alcuni meccanismi sono difficili da superare perché il più delle volte nemmeno ci si rende conto delle cause, come se fosse qualcosa di endemico, innato.

Le protagoniste del libro sono Era, Malefica, Elena, Difred, Medea, Daenerys, Morgana e Dina, quindi donne tratte dai classici, dai miti, ma anche dal mondo pop. L’idea era quella di raccontare alcuni temi legati alla discriminazione di genere, raccontarli attraverso storie interessanti. Ci interessavano personaggi diversi da quelli classici e ci servivano esempi che potessero essere da monito e anche da esempio. Relativamente ai personaggi citati, ci sono testi che forniscono interpretazioni successive rispetto a quanto si legge su un primo testo nei quali si parla appunto di queste donne. Sono tutte storie accomunate da un grande punto interrogativo. Le donne citate sono personaggi imperfetti perché tutti noi siamo imperfetti.

Da ognuna delle protagoniste il lettore può trarre elementi per far luce su se stesso, avendo la possibilità di riflettere su come poter uscire dal proprio “problema senza nome” nel quale si trova a vivere.

Durante l’incontro Marta ha stimolato diverse discussioni legate ad ambiti diversi delle vita, dal lavoro alle mura domestiche, dall’essere madre all’essere donna.

L’approccio nel libro è, inoltre, una opportunità per l’uomo di capire perché le donne si comportino in un certo modo, e rappresenta così un ulteriore possibilità di incontro, di superamento delle differenze di genere.

Nelle storie mi sono ritrovata solo in parte, sono stata fortunata per l’educazione ricevuta, sono riuscita a sentirmi libera di fare e di scegliere e sono una donna che ha potuto realizzarsi anche grazie ad un uomo, mio marito, che mi ha permesso di lavorare occupandosi con me della nostra bipede, soprattutto quando era piccola.

Data la mia età concludo con una citazione (pag 197) ” Non c’è un’età della vita in cui non si possa essere felici, non c’è una età della vita in cui tutto sia finito”.

4 commenti su “I Tlon e il loro libro “Liberati della brava bambina””

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