I libri per bambini non sono la mia specialità, ne ho letti tanti, ma da quando la bipede figlia è adulta mi sono allontanata da questo mondo.

Il mio obiettivo resta però sempre quello di conoscere belle persone che posso dare, in vari modi, il loro contributo. Ed è per questo che ti parlo di Giorgia Fischetti e del suo concetto di libro. Grazie ai suoi studi e ai suoi interessi coltivati con passione ha scritto un libro pubblicato per Albatros. Giulia è riuscita a pubblicare grazie ad un concorso indetto dalla casa editrice.

In questo momento con le scuole chiuse, le videolezioni, i genitori che si devono suddividere tra lavoro e aiuto ai figli, credo che “Edo da Vinci” rappresenti una ottima attività educativa.

Non è il solito libro, ma un libro studiato e impostato anche per aiutare i bimbi che hanno disabilità di lettoscrittura. E sono proprio questi i bimbi che, in questo lockdown, sono i più penalizzati. Si parla di sogni, speranze, desideri, arte, rapporti umani, e il collante resta la voglia di usare il libro proprio come un compagno di viaggio e di scoperte.

Ecco la mia chiacchierata con Giorgia!

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro per bambini?  Partiamo dal presupposto che sono laureata in Storia dell’arte, quindi ho sentito e sento sempre, fortemente, questo bisogno di coinvolgere anche i più piccoli alla scoperta di questo mondo meraviglioso. Da sei anni insegno Storia dell’Arte presso un istituto superiore, quindi mi sono sempre rapportata con studenti “grandi” che studiando sul manuale e scaricano in Download foto in HD. Quando, tuttavia, nel 2016 ho lavorato per alcuni mesi come supplente per le classi della primaria, beh, mi si è aperto un mondo! Mi sono resa conto che non solo i bambini non sono annoiati da questa materia, ma ne sono addirittura affascinati. Sono molto più curiosi degli adolescenti, hanno filtri diretti su ogni stile.

Non capiscono come Picasso possa aver messo a quella ragazza un solo orecchio ma due occhi strabici dalla stessa parte, neanche fosse una sogliola. Allora mi sono detta, perché no? Scrivi per loro un racconto sulla storia dell’arte che abbia come protagonista un loro coetaneo, magari lo vedono come un compagno e potranno viaggiare insieme a lui, leggendo.Così ho fatto.

E’ nato Edoardino, 9 anni.

Sei interessata alla didattica dell’infanzia, quindi. Perché? In realtà sono innamorata della didattica in ogni sua declinazione. Amo quella infantile perché per una docente insegnare ad un bambino non è un lavoro, è una missione. I bimbi sono contenitori aperti, vasi di Pandora al positivo, pronti ad immagazzinare ogni cosa. Non è vero che certe materie li annoiano, che non sono più curiosi come una volta, che la storia dell’arte per loro è una materia difficile. Accidenti, che pensieri funesti!

OGNI MATERIA AFFASCINA UN BAMBINO SE SPIEGATA NELLA GIUSTA MANIERA. Anche la fisica aerospaziale!

La Storia dell’Arte non li annoia affatto, sono piccoli indagatori e si pongonodomande che dopo due lauree e un master neanche io mi sono mai posta… E proprio quando un nanetto di 7 anni ti domanda convinto “mae’, ma sei sicura che questo Leonardo che era così antico ha fatto cose così grandi eh?” che mi dico, sì, fai bene a credere in loro più di quanto si immaginino.

Si tratta di un libro “attivo” e adatto anche ai bambini con problemi di lettura, ci spieghi quali sono gli accorgimenti che hai messo in pratica? Sì, Questo libriccino è stato volutamente pensato come “libro attivo”. Mi rattrista l’idea che Edo da Vinci possa essere uno dei tanti libri polverosi che rimangono per anni in mensola. Per questo motivo l’ho concepito con immagini in bianco e nero (…vi stupirà, ma non è stata una trovata economica) cosicché gli stessi bambini possano interagire con Edo e i suoi amici colorando le immagini che via via incontreranno durante la lettura del racconto.

I disegni, tra l’altro, sono stati realizzati su tavoletta grafica da un’illustratrice giapponese, infatti il loro stile assomiglia a quello dei manga. La scrittura del libro è stata sottoposta alla consulenza di una logopedista infantile, che mi ha consigliato di adottare una serie di accorgimenti affinché leggere risultasse possibile anche ai bambini con difficoltà di lettura. Tra questi accorgimenti cito, ad esempio, un’interlinea spaziosa, il rientro paragrafato (con rientri “a capo” ad ogni punto) lungo tutto il testo del libro oppure l’utilizzo di una carta non bianca, bensì beige, dal momento che il bianco candido, “riflettente” se vogliamo, in molti casi arreca fastidio nella lettura di chi ha qualche difficoltà. Questi piccoli ma preziosi accorgimenti, mi donano la serenità di sapere che Edo da Vinci potrà essere letto con il sorriso da ogni piccolo lettore.

I

nfine, come ogni libro attivo e didattico che si rispetti, ho apposto in conclusione un apparato operativo, in cui il bambino potrà mettersi alla prova come artista e come scienziato, mettendo a frutto le nozioni che ha appena appreso con la lettura, potenziandone la memorizzazione.

Nel libro si parla di Leonardo da Vinci, perché hai scelto proprio questo personaggio? Lo scorso anno è stato il cinquecentenario dalla morte del genio universale e ho pensato che avrei dovuto fare tesoro di un anniversario così importante per raccontare ai più piccoli un aspetto di Leonardo che affascina sempre tantissimo, ovvero il suo essere scienziato, ingegnere, anatomista. Non è stato solo l’artista de La Gioconda, è stato anche colui che ha inventato lo scafandro, il paracadute e il carro armato. Ahimè, la Monnalisa per questa volta la lasciamo studiare ai grandi. Che non se la prenda!

Giorgia, cosa ti piace di più di te, e cosa invece vorresti migliorare? Prossima domanda? Scherzo. Sono la prima che ironizza sui propri difetti, la difficoltà è scegliere quali dirti tra mille che mi contraddistinguono. Mi fisso. Mi fisso sul mio mondo artistico con la convinzione che debba piacere a tutti. Se mi appare un post o una foto con una scultura (io adoro la scultura) la invio ad amici e studenti commentando “Vedi che bello? Non è meraviglioso? Figo eh?”. Gli studenti assecondano per ovvi motivi, gli amici invece mi prendo in giro. Poi sono iper-precisa in tutto, purtroppo, sono ordinata in modo quasi maniacale e quasi come ogni creatura di genere femminile sono orgogliosa e purtroppo molto diretta, dico sempre quello che penso, perlomeno, se non lo dico mi si vede comunque come se portassi un cartello in fronte. Addirittura alcune amiche lo capiscono da come rispondo ai messaggi. Basta per immaginare?

Però, lo giuro, ho anche dei pregi. Quello più prezioso credo sia la solarità, cero di indossare un sorriso anche quando non mi va, mi dicono che sono anche simpatica (pensa tu), mi rendo disponibile facendomi in quattro, amo la natura e gli spazi aperti.Sono una ragazza semplice, questo è. E ne vado fiera. Come diceva Leonardo “La semplicità è la più grande sofisticatezza”.

Cosa fai nella vita, ogni giorno, a parte ora che siamo in quarantena? Ho preso la laurea magistrale in Storia dell’arte, ho conseguito un Master di specializzazione in Beni Culturali e da sei anni sono insegnante di Storia dell’Arte  per le classi del triennio superiore. Al contempo sono docente formatrice esterna, per i percorsi di PCTO, al Liceo Classico e nel pomeriggio sono maestra in un istituto paritario per le classi della primaria. Prof. la mattina e maestra la sera.  Non potrei desiderare di meglio.

Quali sono le letture che suggeriresti in un periodo di “blocco lettura” e che in questi giorni sta colpendo molti lettori? Visto che con Edo da Vinci parliamo di narrativa per bambini, rimango in questo settore. Concordo pienamente nel fatto che qualsiasi cosa si legga vada bene, da Focus a Topolino, va bene tutto, se si legge. Io amo i classici e più volte mi sono trovata in disaccordo con molti dei miei colleghi, secondo cui i classici, per i bambini 2.0 di oggi, sian troppo retrogradi, scritti in maniera troppo ricercata. E allora? Dove sta il problema, se c’è? Magari imparano qualche parola in più. Chiedere a mamma che vuol dire quella parolaccia astrusa non ha mai fatto male a nessuno.

Credo, infatti, che vada alternata la lettura di racconti leggeri e fantastici (come Edo da Vinci, ad esempio) a qualche bel classico, come Il mago di Oz, Il barone Rampante o I viaggi di Gulliver. E poi c’è qualcosa di più bello delle fiabe, ad ogni età?Una fiaba al giorno, anziché una mela, ha effetti positivi anche sul Corona Virus!(Lo dicevano i fratelli Grimm).

4 commenti su “Un libro che non è solo un libro”

  1. variegate e interessanti le tue incursioni nel modo dei libri alla scoperta dei segreti dei loro autori
    un abbraccio

  2. Complimenti, un’intervista molto interessante e soprattutto un libro che spero abbia successo perché i bambini hanno bisogno di libri che aprano la loro mente. Apprezzo molto che sia adatto anche per bambini con difficoltà di lettura, sicuramente per loro sarà di grande aiuto. Complimenti vivissimi a Giorgia Fischetti. Saluti, Patrizia

    1. Grazie Patrizia, mi ha colpito proprio il fatto che sia stato scritto con particolare attenzione ai bimbi in difficoltà.
      Come stai?

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