Seguo Federico Baccomo da molto tempo. Ho letto quasi tutti i suoi libri e l’ho incontrato più volte in varie presentazioni.

Mi ha sempre colpito la sua ironia un po’ inglese, la sua grande cultura (spazia dalla filosofia ai fumetti, dal teatro al cinema con una facilità che ammiro e che mi fa restare ogni volta a bocca aperta) e anche la sua timidezza, il suo modo gentile di porsi, quasi sempre in punta di piedi.

Federico ha iniziato come blogger, raccontando le sue esperienze in uno studio legale internazionale, con lo pseudonimo di Duchesne. Dal blog è nato un libro nel 2009 “Studio Illegale” e un film nel 2013 interpretato da Fabio Volo ed Ennio Fantaschini.

Nel 2011 pubblica il romanzo “La gente che sta bene”, edito da Marsilio. Ancora una volta ci troviamo in uno studio legale, ma questa volta la voce narrante è l’ex capo del protagonista di Studio Illegale. Anche questo libro diventa un film, nel 2104 interpretato da Claudio Bisio, Margherita Buy e Diego Abatantuono.

Federico si dedica alla sceneggiatura e scrive tra, gli altri “Anna sta mentendo” nel 2017 e “Woody”. In quest’ultimo libro il narratore è un cane che, in prima persona, porta il lettore nella storia. Un linguaggio canino che ci mette nei panni dell’animale a 4 zampe sotto tutti i punti di vista. Un libro ricco di riflessioni, che parla di violenza, ma soprattutto un libro che è uno spaccato di vita reale senza fronzoli e senza essere strappalacrime.

Ma veniamo a “Ma tu sei felice” appena uscito per Solferino editore. Ho letto questo libro in questi giorni di relax, una lettura veloce, che mi ha aiutata a staccare da un periodo molto impegnativo su tutti i fronti.

Un tema diverso, un modo di scrivere diverso. E questa è una peculiarità di Federico: si mette in gioco ogni volta con stili e temi narrativi sempre nuovi, come se ogni libro fosse anche una sfida stilistica.

Il libro vede come protagonisti due amici ed è interamente sotto forma di dialogo. Vincenzo e Saverio si parlano e al lettore sembra quasi di essere a teatro. I protagonisti si confrontano su temi quotidiani, sono personaggi non molto virtuosi, ma veri.

L’elemento che, a mio avviso, caratterizza questo romanzo è il ritmo, il tempo delle battute, lo scandire del dialogo che incolla alla pagina e che, alla fine, fa quasi confondere i due protagonisti, che perdono la loro specificità, non è importante chi dice cosa.

I problemi, le riflessioni si susseguono a suon di battute , sì perché si tratta di una scrittura umoristica.

Federico fa ridere e molto ma lo fa senza usare dei cliché, le battute sono più vere ed esilaranti perché ricalcano perfettamente la realtà.

“Ma tu sei felice?”

“Dipende da cosa intendi per felice”

“Felice”

“Se per felice intendi uno che è soddisfatto di sé, di quelle cha fa, ed è felice, allora no, non sono felice. Ma se per felice intendi uno che è soddisfatto di sé, di quello che fa, anche se non è proprio felice, allora si, posso dire che sono felice”.

3 commenti su “Federico Baccomo e “Ma tu sei felice?””

  1. newwhitebear

    Ho letto di Boccomo Studio illegale e mi sono divertito.
    Veramente bravo. Dovrò leggere altro.
    Un abbraccio

    1. A me Federico piace molto, i libri sono interessanti perché sono anche esperimenti! E lui è una persona splendida!

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