“Gli inconvenienti della vita” di Peter Cameron Adelphi Edizioni

Sottolineando:

– Come si può reagire di fronte alle gravi avversità che ci presenta la vita?
– In due racconti lunghi, quattro personaggi diversi per età e per situazione si trovano a prendere coscienza di come “l’inconveniente” abbia decretato una fine senza un nuovo inizio;
– Dialoghi precisi, taglienti, chirurgici caratterizzano tutta la narrazione;
– Solitudine e introspezione: per me le parole chiave

I due racconti: “La fine della mia vita a New York” e “Dopo l’inondazione” hanno un elemento che li accomuna: una profonda crisi determinata da fatti tragici nella vita dei protagonisti.

Nel primo Theo non riesce a superare le conseguenze di un incidente che hanno segnato il suo rapporto con il compagno Stefano. Tra i due, assorbiti in modo diverso dalla crisi e dalla realtà, manca la vera comunicazione, solo un totale cambiamento “era ora di accendere altre luci”potrà forse portare un equilibrio nei singoli.

In “Dopo l’inondazione” una coppia si trova ad ospitare una famiglia di sfollati. Una nuova famiglia con un vissuto e un modo di vedere la vita e i rapporti li porterà a guardare la loro realtà, ovvero quella di una coppia che, dopo la tragica morte della figlia, è rimasta immobile nel dolore. “Ma il futuro? Cosa facciamo per il nostro futuro”.

“Non so. Bisogna fare qualcosa?”.

“Cosa facciamo delle nostre vite”? Il cambiamento come risposta all’immobilismo portato dal dolore.

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