L’intelligenza linguistica applicata ad un romanzo: Paolo Borzacchiello in “La parola magica” ed. Libri Mondadori .Paolo è uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica e di PNL.

Ecco il libro che devi leggere se vuoi imparare ad usare le parole e le tecniche di PNL.

Ci spiega in poche parole di cosa si tratta? Si tratta della consapevolezza circa l’uso del linguaggio. Una consapevolezza che deriva dalla conoscenza degli effetti che le parole producono sul nostro cervello e su quello di chi ci legge e di chi ci ascolta. Ogni parola, infatti, produce effetti precisi, universali e predeterminabili: essere linguisticamente intelligenti significa avere piena coscienza di questi effetti e, quindi, usare le parole esattamente per lo scopo per cui sono nate, per ottenere proprio gli effetti che desideriamo. Se io parlo “male” a me stesso, ottengo reazioni comportamentali coerenti con questo linguaggio. La stessa cosa vale se parlo “male” con gli altri: da qui, la necessità di essere attenti utilizzatori del linguaggio.

Cosa rappresentano per lei le parole? Libertà. Il mio motto è: più parole hai, più libero sei. Il motivo è semplice: non possiamo cambiare la realtà, o il nostro passato. Possiamo però cambiare il modo in cui ce li raccontiamo. Ogni modo diverso che ho di interpretare il mondo mi schiude nuove possibilità e nuovi scenari. Mi rende più libero di reagire a quel che accade in modi diversi.

La parola magica fornisce numerosi esempi, alla portata di tutti, per liberare il potenziale di ognuno. Come è arrivato ad un compendio così utile e, allo stesso tempo così fruibile? Dopo anni di onorata carriera, anche letteraria, nel campo “tecnico”, spinto da questo amore incredibile che ho per le parole, ho voluto portare la magia del linguaggio anche a chi non si era mai avvicinato a questo mondo. Ho voluto che tutti potessero condividere con me questo amore grande. E sta funzionando: mi scrivono anche ragazzi di 14-15 anni che hanno letto il libro e lo usano come guida per andare meglio a scuola o per parlare con maggior efficacia ai loro genitori!

Per non essere “un applicatole di tecniche” quali caratteristiche personale (professionali le diamo per scontate) deve avere un bravo coach? Un cuore immenso e il sincero, profondo desiderio, di raggiungere l’eccellenza. Non tanto come atto d’egoismo o di vanità personale, quanto piuttosto come strumento per valorizzare la vita delle persone che si rivolgono a lui. Per quel che mi riguarda, ho una vita molto disciplinata, che comprende le giuste ore di sonno, vita sociale morigerata. Il tutto, finalizzato a essere sempre eccellente per le persone che con fiducia mi seguono in aula o mi leggono. Per me, l’eccellenza è il minimo dovuto per tutti coloro che mi hanno, nel corso degli anni, onorato della loro presenza.

Cosa pensa dell’utilizzo delle parole nel mondo dei social? Dobbiamo stare attenti. Qualsiasi parola, lascia una traccia. Se poi la parola è scritta, la traccia è indelebile. Purtroppo, oggi molte persone prendono i social come valvola di sfogo su cui riversare qualsiasi cosa passi loro per la testa, senza la mediazione di una opportuna riflessione. Dovremmo stare tutti un po’ più attenti, scegliere le parole con cura e senso di responsabilità, perché le parole lette fanno lo stesso effetto di quelle pensate o dette. Io settimanalmente pulisco la mia home page, rimuovendo le persone che usano un linguaggio scurrile, o che inveiscono contro il sistema o contro i politici o che pubblicano link osceni: so che qualsiasi cosa io legga, produce effetto. Per questo, scelgo cosa far entrare nel mio cervello.

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