La parola chiave di questo libro è Libertà.

Una raccolta di pensieri, punti di vista e riflessioni che l’autrice ha scritto tra il 2010 e il 2017.  Le tematiche trattate sono varie: dalla politica all’arte, dalla letteratura al viaggio.

Zadie Smith prende avvio da personaggi o situazioni internazionali, quali Justin Bieber, Mark Zuckerberg, il referendum sulla Brexit, per poi arrivare a trattare temi che, all’apparenza, non sembrano per nulla vicini al punto di partenza.

Io ho letto questo in libro in inglese perché è stato un acquisto proprio all’insegna della libertà.

Io mi sento libera quando vago senza meta nelle città che visito. E alcuni mesi fa sono ritornata nella mia adorata  Parigi e il libro mi ha chiamato dagli scaffali della Libreria Shakespeare and Company.

Parigi

 

Questa libreria , che sembra un po’ una catapecchia, si trova sulla Rive Gauche. E’ stata per decenni il salotto letterario di Hemingway, Kerouac, Francis Scott Fitzgerald.

Il primo proprietario fu George Whitman , visse sopra il negozio fino al 2011, anno della sua morte all’età di 98 anni, e  definiva la libreria come “un’utopia socialista”. George diceva «Ho creato questa libreria nel modo in cui un uomo scriverebbe un romanzo, costruendo ogni stanza come se fosse un capitolo», raccontò. «Voglio che le persone aprano la porta nello stesso modo in cui aprono un libro; un libro che porta nel mondo magico della loro immaginazione».

La libreria, fu inizialmente istituida da  Sylvia Beach, che aprì la Shakespeare and Company nella Rue de l’Odeon.  Durante l’occupazione nazista Beach fu deportata e la libreria chiusa. Beach cedette il nome Shakespeare and Company a George Whitman, che poi chiamò la sua unica figlia come la precedente proprietaria della libreria.

In questa libreria c’è profumo di storia, di cultura, di passato che si mischia al presente. Ci sono persone di tutti i tipi che la frequentano: dagli intellettuali agli studenti!

E’ anche possibile dormirci, in cambio di qualche faccenda nella libreria stessa.

La lista d’attesa è lunghissima e….non si deve essere allergici alla polvere!

2 commenti su “Zadie Smith e la mia libertà”

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