E se fuori piove…dentro i libri e le fotografie scaldano il cuore.

E se fuori piove è il profilo Instagram di Germana, una ragazza che seguo da alcuni mesi andando a vedere quasi ogni giorno se ci sono novità sul suo feed. Sin dall’inizio mi ha colpito la qualità delle sue immagini, sempre ben ponderate e stupende da un punto di vista cromatico. Osservandole però  ho notato quanto queste immagini ricche di oggetti e di libri fossero auto esplicative. E il contenuto? Ammetto che ho iniziato a leggere con attenzione il testo solo dopo qualche giorno, man mano che seguivo Germana ed è stata una scoperta che mi ha coinvolta sempre di più. I suoi post sono ricchi di citazioni, di oggetti che parlano, e di interpretazioni di libri che diventano un tutt’uno con l’ambientazione.

Come sempre io sono interessata a conoscere meglio le persone, a scoprire quello che sta dietro ai post e così ho chiesto a Germana, peraltro molto timida e riservata, se volesse fare due chiacchiere con me.

Ed ecco che le chiacchiere sono diventate tante….

Quando è nata e come la tua passione per la lettura? Ricordo benissimo i libri letti dopo gli undici anni, è a quell’età che associo le sensazioni che riesco a provare ancora oggi leggendo: vivere la vita di qualcun altro, illuminare le mie zone d’ombra e viaggiare con l’immaginazione. Da piccola i libri più che leggerli li coloravo, disegnavo ovunque, anche sulle pareti! I libri a casa dei miei genitori portano ancora i miei “segni”. D’altra parte, gli illustrati sono oggi la mia grande passione.

Quanto tempo dedichi alla lettura ogni giorno? Sicuramente poco rispetto a quanto vorrei. Per lavoro esco di casa molto presto e rientro la sera alle sette e mezza (quando non ci sono imprevisti). Il fine settimana, invece, riesco a rilassarmi. Nel tempo libero leggo, sì, ma faccio anche altre cose.

I tuoi scatti sono sempre perfetti, armonici e suggestivi, da cosa trai ispirazione? Aiuto! La perfezione mi spaventa sempre!  Come ti dicevo poco fa, il tempo libero a disposizione è davvero limitato e cerco di scattare il fine settimana. Non penso molto a come organizzare lo scatto, non riesco mai a pianificare se non in rari casi, più che altro mi faccio guidare dalle intuizioni del momento. Mi piace mettere insieme oggetti e far parlare i libri attraverso associazioni simboliche. Ad ogni modo non utilizzo sempre lo stesso “linguaggio visivo”, perché ogni libro ha delle particolarità, e ogni libro va raccontato in un modo diverso. Una volta mi è stato detto “sei la mia trovarobe preferite”: ecco, non mi ritengo una bookblogger e non voglio essere definita tale, anche per rispetto di tutte le persone che su Instagram ci lavorano o quasi con i libri. Io faccio foto ai libri e agli oggetti che ho in casa per divertirmi. “Trovarobe” mi piace di più.

Lettura e fotografia? Quale passione è venuta prima? Mio papà ha sempre avuto la passione per la fotografia. Senza dubbio penso di essere entrata in una camera oscura prima di aver aperto un libro.

 

Come sei arrivata a Milano?  Abito a Milano ma non sono milanese. A diciotto anni ho lasciato la provincia di Salerno per frequentare l’università a Bologna (città che amo moltissimo e che per me significa “casa”) e circa dieci anni fa sono approdata a Milano per lavoro.

Qual è la tua giornata tipo? Zampata del gatto alle sei del mattino. Si parte sempre da qui, il mio risveglio è piuttosto graffiante. La mattina non rinuncio al caffè e all’ascolto di Radio 2. Sono i punti fermi della giornata.

Il libro che ti ha segnato di più nel corso della tua vita? Un unico libro, a mio avviso, può toccare corde profondissime ma non ti cambia la vita (almeno a me non è successo). Se a un libro se ne aggiunge un altro, e un altro, e un altro… allora sì, questo può segnare il percorso di crescita di una persona. Un libro lascia un’impronta, tanti libri lasciano un segno. Le trasformazioni richiedono tempo e sedimentazione.

Cosa ti piace di più e cosa di meno dei social? Mi piace la possibilità di selezionare contenuti in base ai propri interessi e mi piace vedere cosa succede nel mondo. Non mi piace quando i social diventano l’unico spazio che una persona riesce ad abitare, è una cosa che mi rattrista.

Su quali basi scegli chi seguire su Instagram? Semplicemente seguo chi pubblica cose che mi interessano. È anche vero che nel tempo si sono create amicizie virtuali sincere e la sincerità si percepisce, nonostante siano relazioni “schermate”. Può capitare, dunque, di seguire persone e non contenuti.

Con quali aggettivi ti definiresti come persona? Le definizioni mi sono sempre state strette. Non amo definire e non amo definirmi. Tutti siamo tante cose insieme.

Il tuo sogno nel cassetto e/o progetti che stai realizzando? Ho tantissimi cassetti, è il momento giusto per fare le pulizie di primavera! Scherzi a parte, quello che vorrei fare, nel tempo, non è aggiungere, ma togliere. Viviamo una vita piena di troppe cose, vorrei riuscire a vivere a un ritmo più lento per ascoltarmi di più. Al momento sono impegnata in questa sfida personale.

6 commenti su “Scatti che lasciano un’ impronta”

  1. Hai avuto una bella idea a proporre Germana. In questi giorni, in cui “fuori piove sempre”, possiamo copiare il gioco di Germana e creare composizioni da fotografare. Divertente! Grazie, Ele

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